La preoccupazione di Fabris: “Siamo pronti a ripartire ma non ci sentiamo sostenuti”

Nei piani della Legavolley femminile, la stagione 2020/2021 è ormai alle porte. «Dipendesse da noi – ­attacca Mauro Fabris, presidente della
Legavolley Femminile – saremmo già pronti ad iniziare. La formula della Supercoppa Italiana, che coinvolgerà nei nostri piani tutte le formazioni della Al (turno preliminare o mini gironi dal 29 agosto e final four la settimana successiva), vuole essere anche un segnale. Una sorta di ouverture degna della ripartenza. Ciò chc considero inaccettabile, oggi più che mai, è che non ci siano certezze II calcio è ripartito, con tutto quello che vediamo sui cani pi, ed è ancora fermo il beach volley, sport in cui il
contatto e pressoché inesistente».

Sul piatto c’è il tema del pubblico. Un soggetto indispensabile, che rischia di non essere contemplato. «Anche in questo caso, purtroppo, non dipende da noi. Personalmente ritengo che se ci si può ammassare in spiaggia in riviera senza possibilità di controlli particolari, aldilà degli ingressi, o se a breve si stilerà un protocollo per la riapertura delle discoteche, non vedo per quale motivo non sì possa Ipotizzare la presenza del pubblico in un palazzetto nel quale è possibile prevedere norme specifiche di distanziamento e controllo degli ingressi. Ripeto, non dipende da noi».

Che campionato si immagina? «Un campionato difficile per tutti, nel
quale nessuno dovrà restare indietro. La nota positiva, rispetto al 2008, almeno in termini sportivi, è che stavolta il problema ha risonanza mondiale e dunque non incide sul livello del torneo. Il nostro Paese garantisce standard, anche in termini di sicurezza, mollo più adeguane non assistiamo alla diaspora dei campioni. Per questo credo che a livello di spettacolarità non si perderà. Affrontiamo difficoltà economiche evidenti e serve che questo problema sia affrontato adeguatamente. Cosa che, purtroppo, mi pare non stia avvenendo».

Si riferisce al credito d’imposta? «Esattamente, ma non solo, ai fatto che
sia stato bocciato l’emendamento relativo al credito d’imposta per le sponsorizzazioni sportive è una follia della quale, probabilmente, chi ha votato, nemmeno si rende conto. In generale c’è un’ignoranza sportiva generalizzata da parte di chi decide».

Per Lei ci sarà Casalmaggiore? «Non posso immaginare una serie A
senza Casalmaggiore, una formazione che ha vinto lo scudetto solo cinque anni fa, la prima a riportare la Champions League in Italia dopo la crisi che aveva colpito il sistema. Credo che Casalmaggiore sarà ai nastri di partenza e me lo auguro sentitamente».

A proposito di scelte istituzionali, come sono i rapporti con la Fipav?
«All’origine ritengo che l’errore della Federazione sia stato quello di non fare fronte comune con le Leghe nel momento in cui bisognava sedersi al tavolo con il Governo, il basket l’ha fatto, altre federazioni l’hanno fatto, la pallavolo no. Da lì, ovviamente, come Leghe, ci siamo dovuti muovere diversamente. Con il Comitato4.0. in Federazione nessuno perderà il posto di lavoro ad esito del lockdown mentre le società che fanno parte delle Leghe, oltre e sostenere economicamente le atlete che poi rappresentano la nazionale italiana e a promuovere in tutto il mondo il volley grazie a un campionato di altissimo livello e a Ila partecipazione proficua alle
coppe, ora dovranno ridurre il budget e, per questo, limitare i compensi e ridurre le figure professionali. Se la Federazione non capisce che i sostegni allo sport di base non possono compromettere quelli, necessari e vitali, per lo sport di vertice quale volano per tutto il movimento, non potremo mai andare d’accordo. Per questo mi aspetto, e credo sia imprescindibile, l’abolizione del le tasse gare ed altri, ben più incisivi, emendamenti di livello federale».

FONTE La Provincia

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