Tutto quello che c’è dietro alle società di Pallavolo Femminile della massima serie che nessuno conosce!

Posted On By redazione

Quando si parla di pallavolo , i riflettori sono sempre puntati sulle atlete, gli staff, il taraflex e il campo in generale. Le società sono dimenticate, se ne parla spesso e volentieri solo in negativo, ad esse si punta il dito quando qualcosa non va, quando si rescindono contratti o quando atlete, allenatori e membri dello staff vanno sostituiti.
E se ne parla ad iosa per criticare e per denigrare!
Nessuno o quasi si chiede mai cosa succede dietro le quinte? Quanto devono lavorare le società per mettere in moto la “macchina perfetta” che permette di far scendere in campo le squadre ad ogni gara?
Ogni società fa un lavoro immane che non viene mai alle luci della ribalta. Un esercito di lavoratori silenziosi e instancabili che ininterrottamente, notte e giorno, h 24 e 7 giorni su 7 lavorano per la loro squadra e per far sì che tutto si svolga secondo le regole.
Abbiamo, perciò, voluto fare un tour virtuale dietro queste quinte per far conoscere, anche e soprattutto ai non addetti ai lavori, quanti e quali sacrifici fa ogni società ogni anno!
Ogni anno, si sta ancora disputando il campionato precedente che già si pensa ad organizzare il successivo!
Si parte già dal mese di giugno con gli adempimenti delle iscrizioni alla Lega e alla FIPAV, con la preparazione di tutta la mole immensa di documenti da presentare: modulistiche, bilanci, Fideussioni, liberatorie, quasi 30 punti di documentazione!
Contemporaneamente ogni società deve organizzare con i procuratori, il roster, contrattualizzando atlete, allenatori, preparatori, fisioterapisti, medici, team manager, dirigenti e addetti ad ogni settore.
Terminato il periodo contratti, si passa all’allestimento per il raduno dell’intera squadra che inizia la seconda decade di agosto.
In contemporanea inizia l’allestimento di tutti i trasferimenti delle atlete straniere. I transfers prevedono una lunga procedura che inizia dai visti, passando per le procedure on line, con i pagamenti agli organi internazionali ( Fivb e Cev), i pagamenti alle federazioni e ai club di appartenenza, alla FIPAV, per finire con le firme che formalizzano il tutto. Ma non è finita qui! Infatti per far scendere in campo le atlete straniere , ogni società, appena esse arrivano
in Italia, deve provvedere a tutto l’iter per l’ottenimento dei permessi di soggiorno, dal kit postale al codice fiscale, agli adempimenti in questura con tutti i pagamenti del caso, con l’ultimo atto che è l’omologa da parte della federazione.
Ogni società deve poi provvedere a fornire l’alloggio a tutti i membri della squadra. A molte atlete anche le auto. Alcuni club mettono a disposizione alloggi in residence o miniappartamenti e in questo caso ognuno deve provvedere ai propri pasti giornalieri, che sono a spese proprie, altre società, quasi nessuna, addirittura forniscono vitto ed alloggio in hotel a 4 stelle e in tal modo le atlete e lo staff hanno tutto pagato: colazione, pranzo e cena ogni giorno e non hanno alcun problema e alcuna spesa se non vizi e capricci a loro piacimento.
Ogni società deve poi dotare le atlete di figure addette alle loro persone e alle loro esigenze h24! Si narra che qualche atleta di notte abbia chiamato la società solo per farsi portare un termometro o una tisana.
Indispensabile poi è lo staff medico e fisioterapico che deve essere sempre a disposizione per ogni esigenza. Dal raffreddore alla febbre, i medici devono essere sempre reperibili. Lo staff fisioterapico, poi, è onnipresente ad ogni seduta di pesi e/ o allenamento e poi a fine allenamento, ogni giorno e a qualsiasi ora è a disposizione delle atlete.
Il tutto supportato da strutture come cliniche specializzate, centri e laboratori.
Ma non è finita qui. Anzi non è nemmeno cominciata per le società.
Infatti, al di là delle atlete e dello staff ci sono da organizzare i campi e i palazzetti per le gare casalinghe, mentre per le gare fuori casa bisogna organizzare le trasferte che durano 2 giorni.
Ogni gara casalinga prevede tutta una serie di adempimenti per poterla svolgere: dal montaggio e smontaggio del taraflex che in molti palazzetti va fatto ad ogni gara, al posizionamento delle telecamere dei video-check che prevedono 3 addetti societari oltre quelli della fipav, all’allestimento dei led a bordo campo, servizio campo, speacker, biglietteria, hostess e steward in campo, area ospitality, area bar e ristoro, addetti agli arbitri, forze dell’ordine, ambulanza, personale addetto per ogni settore, oltre a tutti i dirigenti e all’intero staff.
Per le gare fuori casa bisogna organizzare i trasferimenti che prevedono bus, aerei, treni, bus in loco per i vari spostamenti, pernottamenti in hotel a 4 stelle, soste, merende, ecc.
Per ogni gara sia casalinga che in trasferta, bisogna pagare la tassa gara (che per la serie A1F è pari a € 1200,00 per le gare normali e a € 1350,00 per le gare di play-off e finali; mentre per la serie A2F è pari a € 800,00) ed allestire il camp 3 , senza i quali non si scende in campo.
E questi sono solo gli adempimenti standard, ma c’è tanto e tanto altro ancora che ogni società deve fare e sarebbe troppo lungo elencare tutto.
Ogni società di A1, in media, ha bisogno del lavoro silenzioso e costante di circa 50 persone per far si che la “macchina” sia perfetta.
E di tutto questo, dei sacrifici, delle risorse messe in campo, delle persone che lavorano incessantemente attorno alle squadre, non se ne parla mai!!! Se si vince è merito delle atlete e degli allenatori, se si perde è colpa delle società! Questo è il file rouge e la costante di quasi tutti i giornali che si occupano di volley !
Si parla solo degli attori in campo e le luci si accendono su di loro!
Ma senza i “registi “, che sono le società e i presidenti che investono risorse spesso personali, e senza i tanti lavoratori silenziosi di cui nessuno sa nemmeno il nome, il campo, le luci, gli attori non potrebbero esistere!

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