Coach Fenoglio spiega la nuova Zanetti

Prossima tappa? Filottrano, mercoledì 15 gennaio. Primo appuntamento del 2020.

La gara che apre il girone di ritorno, nelle Marche, sarà il battesimo del nuovo anno per la Zanetti. E l’occasione per vedere le rossoblù dopo la “Cura Fenoglio” della sosta natalizia. Che ha visto nella sua tabella di marcia anche un test match con Brescia, terminato con la vittoria della Zanetti per 3 set a 1 (25-22, 22-25, 25-21, 25-23. 5 ace, 4 muri e 9 attacchi portano la firma di Rossella Olivotto, 20 punti quella di Annie Mitchem e 18 quella di Sara Loda).

E’ il coach piemontese a spiegare su che cosa ha puntato in queste settimane. Dal 27 dicembre a oggi. Dal termine dell’andata, chiusa con il match casalingo contro Novara.

“Abbiamo fatto un lavoro molto importante sulla parte fisica: abbiamo fatto 4 sedute settimanali in sala pesi e nei pomeriggi lavoriamo sulla parte aerobica in palestra.

Questa sosta è arrivata a fagiolo – sottolinea Marco Fenoglio – perché la squadra aveva bisogno ancora di fare uno step soprattutto dal punto di vista fisico. In 10, stiamo facendo chiaramente anche tanto lavoro tecnico improntato alla fase analitica sui vari fondamentali, perché chiaramente il lavoro di squadra per ora non si può fare. Ci stiamo concentrando sul muro, sull’attacco, molto sulla difesa, sulla correlazione muro-difesa, sulla battuta. Insomma, stiamo cercando di curare tutti i dettagli”.

Arrivati al giro di boa, si può stilare un primo bilancio stagionale. Che squadra hai trovato al tuo arrivo a Bergamo e nelle tue prime partite sulla panchina della Zanetti?

Non aveva delle sicurezze. Una squadra che alla prima difficoltà si scioglieva. I problemi non sicuramente sono ancora risolti, anche perché nelle mie prime 5 partite ho cercato di capire quale fosse la squadra da mettere in campo nel girone di ritorno. Perché è molto importante che si abbia stabilità: tanti cambiamenti portano a volte anche dei problemi. Però, quando si arriva in corsa, è chiaro che ci voglia un periodo di adattamento per capire quali siano le risorse sia umane che tecniche che si hanno a disposizione. Bisogna per forza sperimentare.

Ho trovato una squadra che andava un pochino motivata e che doveva trovare fiducia. Secondo me, ognuno andava un po’ per conto suo. Però, essendo il nostro è uno sport di squadra, per ottenere risultati è importantissimo il contributo di tutti: non basta avere un giocatore che fa 20 punti a partita, ma serve l’apporto di tutti, perché alla fine le partite si vincono solo se tutti i giocatori, compresi quelli che vengono dalla panchina, contribuiscono a ottenere il risultato. Questo mancava un po’: lo spirito di gruppo in cui tutti si sacrificano per un obiettivo comune. Io non so dire se adesso ci sia o no, ma mi sembra una squadra in cui tutte le ragazze sono disponibili al 100% per collaborare a ottenere qualcosa”.

La fase di assestamento e sperimentale è finita?

“Al momento ho le idee molto chiare su quella che sarà la squadra da mettere in campo e vedo un gruppo che mi ha dato molta disponibilità al lavoro. Il primo periodo non è stato semplicissimo, però in questa fase, devo essere onesto, ci si è evoluti molto anche dal punto di vista mentale: vedo una squadra “mentalizzata” al lavoro. Credo che siamo sulla strada giusta. Sarà poi solo il campo a dire se il lavoro che stiamo facendo è quello giusto”.

Alla ripresa vedremo una squadra plasmata secondo il tuo modo di essere e di lavorare?

“In un mese è un po’ difficile. Quando comincio con una squadra completamente nuova ad agosto, vedo i risultati a novembre/dicembre. In linea di massima il periodo necessario è sempre di 4 mesi. Ora non abbiamo questo tempo a disposizione, perché già il primo match della prossima settimana con Filottrano è una partita molto importante. Secondo me, c’è una squadra che sta cominciando a capire quello che voglio e soprattutto qual è la mentalità e il modo di stare sia in palestra sia di approcciare le partite. Il tempo mi dirà se le cose sono state fatte bene oppure no. Al momento non è una situazione definitiva, dove tutto è al posto giusto, però è una situazione in cui si è imboccata la strada giusta”.

Ora che hai conosciuto anche le avversarie, i tuoi obiettivi sono rimasti gli stessi del tuo arrivo a Bergamo?

“Sì. Quando si danno degli obiettivi è molto importante essere… obiettivi su quelli che sono i valori in campo. Il campionato ci dice che alcune squadre giocano ad un altro livello perché gli organici sono completamente diversi e gli investimenti sono completamente diversi. Quelli di Scandicci, Novara, Conegliano o Monza sono organici in cui l’aspetto economico è importantissimo.

Credo che la nostra sia una squadra che deve puntare a stare tra le prime 8. Questo è l’obiettivo più percorribile. Al momento nessuna strada è preclusa, perché io sono uno che lotta e lavora per cercare di fare il meglio possibile. Ma per ora, credo che questa sia la zona in cui la nostra squadra può e deve provare a rimanere”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *